Buongiorno, le scrivo da Palermo. Mi chiamo Antonella e ieri sera lei parlava al tg della tragedia del ponte Morandi e dei rilievi fatti mesi prima che avevano evidenziato delle carenze strutturali. A Palermo sta succedendo la stessa cosa. Il ponte Corleone, che collega i due lati della Sicilia, da anni ha carenze strutturali, potrebbe crollare da un momento all’altro dicono, eppure ogni giorno è attraversato da migliaia di macchine. Si fanno continui esperimenti…un giorno si mette il limite della velocità a 30…poi si mette a 60 per attraversarlo più velocemente…poi si riduce alla corsia centrale per non appesantirlo ai lati. Fanno verifiche continue, ci si accorge della precarietà e poi niente. Neanche se ne costruisce uno provvisorio accanto ma si aspetta che cada. Spero cada di notte quando non passa nessuno perchè solo così potranno finalmente rifarlo. I politici aspettano che cada così da farsi intervistare e darsi le colpe a vicenda e diventare famosi per un pò grazie alla tragedia. E’ una vergogna e così quando un giorno succederà la tragedia lei potrà dire che già era stata annunciata e sputtanare la politica indegna che abbiamo in Sicilia. Un isola che merita di meglio e potrebbe essere bellissima e che invece sprofonda perchè nessuno se ne cura.
Saluti, Antonella Alfano
Altre lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Cittadini - Enrico Mentana
Un vero schifo. Vogliamo parlare dell’altro ponte Morandi, quello di Agrigento? Lì c’è la situazione opposta. Il ponte è stato chiuso per anni, perché in effetti i pilastri sono messi malissimo, con distacchi di calcestruzzo e armature scoperte. Però, a distanza di oltre cinque anni, è ancora aperto solo a metà e non sono stati fatti lavori di ristrutturazione considerevoli. E anche questo ponte è di considerevole importanza per gli abitanti di Agrigento, è uno dei principali collegamenti tra la città e i dintorni. Io lo so, in quando sono stato sul posto all’epoca della chiusura e per raggiungere Realmonte e la Scala dei Turchi da Agrigento abbiamo dovuto fare un giro assurdo a causa di questa chiusura. I soliti casini all’italiana.