Sono, come si dice, un piacentino d’adozione in quanto sono nato a Napoli 70 anni fa, ma vivo a Piacenza da quando avevo 26 anni dove sono giunto quale vincitore di un concorso pubblico in una amministrazione statale. Qui, quindi, ho vissuto la mia vita di adulto, qui mi sono sposato, qui sono nati i miei figli, qui si è svolta tutta la mia attività lavorativa, qui ho vissuto momenti felici e tristi, insomma è solo a Piacenza che mi sento veramente a casa dove ho imparato a conoscere le sue bellezze e l’animo buono e gentile di tanti piacentini.
All’età di due anni sono diventato disabile (80%), ma questo non mi ha impedito di svolgere la mia esistenza con dignità e senso del dovere. Voglio però rimarcare la circostanza che in questa pur civilissima città non mi sembra che ci sia, soprattutto da parte delle Istituzioni, le dovute attenzioni per i portatori di handicap. L’ultimo esempio è rappresentato dall’appesantimento della procedura per l’ottenimento del permesso di circolazione per disabili di cui si è occupata ampiamente LIBERTA’ nei giorni scorsi. Ma di esempi del genere se ne potrebbero citare diversi altri. Al riguardo vorerei raccontare un fatto che mi sembra emblematico. Questa estate mi sono recato con la mia automobile munita di permesso disabile alla stazione ferroviaria di Massa per accompagnare un parente. Nel piazzale (decisamente più piccolo del nostro) ho notato la presenza di ben quattro stalli per parcheggio disabili tutti posti nelle immediate vicinanza dell’ingresso della stazione. Invece, come è noto, nella stazione della Primogenita esiste, se non ricordo male, un solo parcheggio riservato ai disabili, posto, peraltro, a circa 100 metri dalla dalla stazione medesima. Dunque molto si può e si deve fare in materia.
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