Lo Stato ha il diritto, per salvaguardare la comunità, di dettare le norme di comportamento in presenza di una situazione di emergenza come quella del Coronavirus. Su quanto detto nulla questio ma lo stesso Stato se ha il diritto-dovere di interdire movimenti ed attività lavorative ha il dovere anche morale di garantire ai suoi cittadini i mezzi ed i modi per la sopravvivenza.
Per essere concreto:il cittadino che, osservando il divieto di andare fuori casa, non potrà effettuare prestazioni di lavoro e non verrà retribuito, come potrà far fronte alle quotidiane spese per sopravvivere?
Mi viene da pensare anche la soluzione se pure semplicistica: Ogni cittadino ha un proprio codice fiscale attraverso il quale si ottiene una identificazione certa che permette di individuare i debitori verso lo Stato, ebbene, lo. stesso codice potrebbe permettere di identificare anche coloro che durante un determinato periodo di tempo sono stati privati di un reddito anche minimo permettendo, attraverso un assegno non trasferibile, consegnato a domicilio, di garantire una i mezzi di sussistenza.
Il controllo per verificare se effettivamente quanto percepito a titolo di reddito di sopravvivenza .minimo era dovuto o senza titolo, darebbe luogo al recupero, finita l’emergenza, con la prima entrata relativa al periodo di quarantena .Vivendo in uno Stato di diritti e di doveri sicuramente coloro che non avendo diritto riceveranno somme, non procederanno a riscuoterle restituendo il non spettante..
In ogni caso è preferibile un percettore non titolato che un cittadino privo di mezzi di sussistenza,
Il pastore che non lascia pascolare liberamente gli animali e li chiude in una mandria non può esimersi dal distribuire il foraggio necessario e sufficiente per farli vivere e se si tratta di animali carnivori non si dovrà meravigliare se viene azzannato.
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Categorie: - Cittadini - Riflessioni
Francè, bellissima l’immagine dell’assegno a domicilio, mi ricorda il milione del Sor Bonventura del Corriere dei Piccoli.
Nel merito, ti rimando però all’enciclica “Pastor mungens” uscita verso metà marzo.