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Laurea. Serve o non serve?

di maria grazia
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331 commenti

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  1. 301
    Golem -

    She, l’animo femmino lo conoscerai bene tu, a me è bastato conoscere quello di mia moglie, averla aiutata a capirsi, a capirci e a superare una crisi che poteva portare alla fine di una bella storia, solo per fantasie che venivano scambiate per realtà e realtà per fantasie.
    Di scuotere le tue convinzioni non mi frega niente, ti ritieni così importante da pensarlo? Ho già detto che la tua reazione -inusitata di fronte al racconto di una crisi e la sua felice soluzione- faceva e fa pensare che qualcosa fosse successo a quelle convinzioni, ma se lo dici tu che si sono persino rafforzate ne sono felice. D’altra parte era la tua nota paranoia che ti faceva immaginare che volessi convincere la platea a una certa visione dell’amore, mentre raccontavo solo come una coppia lo avesse “ritrovato” attraverso una visione reale di cosa sia nei fatti quel sentimento.
    Scavare? Bé Rossà, l’evidente differenza tra le reazioni delle due “utentesse” di fronte alla stessa notizia, qualcosa dice della qualità di quegli animi, o no? Tu che dici.
    Su che ho da fare il sugo di agnello.
    Ciavo.

  2. 302
    LilyliL -

    https://www.facciabuco.com/post/660lfx/spongebob-non-ce-ne-frega-un-c....-vaccata-post-by-lilli.html

    🙂

  3. 303
    Don Ciccio -

    Il commento 299 è una vera perla di psicologia, davvero complimenti, anche se sicuramente saranno parole al vento.

    “Il costante bisogno di sentirti superiore fa sì che tu debba sempre confermarlo innanzitutto a te stesso.”
    Grande verità! Non immagino la fatica che debba comportare dover abbassare gli altri per tentare di innalzare se stessi.

    “L’attitudine a nascondere fragilità e scacchi t’induce a pensare che sia così anche per altri.”
    Vero! Nel tuo caso, hai riportato fragilità e sconfitte, cosa non facile da attuare concretamente.

  4. 304
    Golem -

    Eh niente, qualunque cosa dica la nostra opinionista, il nostro don Cicciotte la avalla e sottoscrive a prescindere, anche quando si tratta di deduzioni paranoiche come questa: “Il costante bisogno di sentirti superiore fa sì che tu debba sempre confermarlo innanzitutto a te stesso.”
    Intanto in quanto presuntuoso, arrogante e narcisista non avrei bisogno di nessuna conferma, anche perché se quella deduzione giunge dalla sensazione di voler sminuire la sciura, dimostra ingenuamente come questa si sopravvaluti.
    Io non sminuisco niente, metto solo in luce le tante incoerenze, anacronismi e strumentalismi che la sopra citata ha mostrato in decine di anni. È forse sminuire solo perchè si mostrano aspetti sgraditi alla protagonista al suo cavalier servente?
    Se avessi il problema di confermare alcunchè di quello che sono, attaccherei ben altra utenza, non certo la lady. Invece quando si incontra chi è minimamente sè stesso, che problema c’è, sia che si concordi o meno con le loro idee, almeno sono credibili.
    Però Cicci, si parla di un de cuius e compari tu, un de cojons.
    Ciavo

  5. 305
    Golem -

    Uh, Ross, non avevo letto il tuo commenti dove parli della coltivazione delle alleanze. Che funziona male evidentemente se queste non intervengono per darmi una mano.
    MG, non l’ho coltivata io, caso mai tu con I tanti “complimenti” che le hai fatto non appena si è fatta notare. E non dovresti far fatica a ricordare i tuoi giudizi sul suo stile, che non riuscivano a celare, pur con la tua raffinata dialettica, il “fastidio” di trovarla piacente, visto che aveva offerto il suo profilo FB. Ma non solo, perché quando questa sposò le mie argomentazioni su “di cosa parliamo quando parliamo di amore”, il tuo disappunto (usiamo questo eufemismo) toccò vette più poetiche che mai. Ma a te piace parlare delle mie vette, non dei tuoi equilibrismi dialettici, che in chi è riuscito a carpirne i codici segreti svelavano il vero moto dell’anima che li muoveva.
    Comunque, è evidente che vuoi far credere che tu le allenze non le hai mai coltivate. Infatti si coltivavano da sole, come la gramigna.

    P.S. il sugo di agnello era favoloso! Ed è così facile. Richiede solo un po’ di amore.

  6. 306
    Golem -

    Se la sciura non replica Cicciotto non può chiosare sulla falsariga della prima, perchè non ha idee proprie, ma le pappagalla. E attenzione, quand’anche la suddetta parlasse di quadrupedi volanti, o di interpretazioni dei comportamenti altrui (solo quelli, non i propri) frutto di una laurea in psicologia presa coi punti del supermercato, lui le troverà geniali.
    Non è meravigliosa questa intesa, nata spontaneamente e che non ha neppure bisogno di essere coltivata, tanto ha trovato il terreno adatto per crescere fruttificare? Tutto molto bello.

  7. 307
    Max -

    Buon giorno a tutti. Al di là delle schermaglie personali che qui, come in tanti altri casi, prendono il posto dell’argomento trattato in quanto tale, la mia posizione sulla questione, in base alla mia esperienza, è la seguente: 1. La laurea in quanto tale non rende migliori di altri, ma lo studio e l’approfondimento la differenza la fanno. I miei studi liceali e universitari, uniti a una naturale propensione alla lettura, mi hanno sicuramente aiutato ad ampliare i miei orizzonti e ad avere di fronte a ogni cosa un atteggiamento più cauto e riflessivo. Socrate (e perdonatemi la citazione dotta) diceva che il vero saggio è colui che sa di non sapere, il che vuol dire che man mano che si apprende qualcosa si prende coscienza in modo sempre crescente di quanto la realtà sia complessa e non si sia mai finito di esplorarla e approfondirla. Per cui è opportuno essere sì consapevoli di ciò che si sa, ma con un atteggiamento umile e sempre disponibile a rimodulare la propria prospettiva.

  8. 308
    Max -

    Io amo leggere un po’ di tutto, anche in campi che non mi sono propri, ma sono consapevole che queste incursioni non mi portano a diventare magicamente esperto, che so, di diritto o di medicina, ma sono semplicemente un’infarinatura, un modo per farmi un’idea della materia, giusto per saperne qualcosa, ma niente più. Dopodiché: siccome per organizzarci abbiamo bisogno di criteri e regole, ci sono situazioni nelle quali il “pezzo di carta” deve fare la differenza e certificare che una persona, quella determinata materia, l’ha studiata e approfondita come si richiede per poterla praticare. Poi anche questo criterio può avere le sue falle, dato che ci sono laureati assolutamente incapaci proprio nell’ambito in cui dovrebbero operare, ma sin qui il criterio, pur essendo fallibile, si è dimostrato il più efficace. Dopo un po’ di tempo di assenza ritrovo qui tante vecchie conoscenze che saluto con stima e affetto. Rileggervi mi rassicura sul fatto che state bene.

  9. 309
    Golem -

    Ben tornato Max, è sempre piacevole leggerti.
    Andiamo al sodo senza acrobazie verbali, e diciamo che nel dibattito sull’argomento aleggiava un evidente bisogno del non laureato, chiunque esso o “essessa” fosse, di portare l’acqua al proprio mulino per non apparire secondo a nessuno. È il solito frequente bisogno umano di auto ed etero stima, che non risparmia nessuno.
    Poi, al netto di tutte le possibile variazioni sul tema, è logico e statisticamente
    probabile aspettarsi non laureati geniali e laureati ottusi. Laureati ottusi che io ho conosciuto persino come miei presunti superiori in ambito lavorativo.
    Detto ciò, é ragionevole immaginare che chi ha seguito un corso di laurea é entrato quantomeno in contatto con una serie di conoscenze che possono essere assimilate a strumenti più “raffinati” diciamo, dai quali, chi sarà in grado di utilizzarli adeguatamente, avrà un ovvio vantaggio rispetto a chi ne è sprovvisto. 》

  10. 310
    sherazade -

    Ciao Max.

    Contenta di leggerti, e di intuire che anche tu stai bene.

    Buon pomeriggio.

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