Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI
di
sherazade
Riferimento alla lettera:
Valinda,ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la...
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Categorie: - Relazioni

Omaggio ad Anonima – 9 novembre 2012 14:04
Io a 21 anni ho accettato di vivere una storia da incosciente, incosciente perché era un uomo molto più grande di me e per giunta sposato… ma sai una cosa? non mi pento di averlo fatto, anche se è finita è stata una cosa meravigliosa e io avevo sempre amato di nascosto, lui mi ha fatto sentire viva per la prima volta. è stata una mia scelta, ho scelto l’amore contro ogni ragionamento, è stata una ribellione dopo tutto quel tempo ad aspettare che arrivasse… e io volevo buttarmi, volevo sapere cosa si provava a dare il primo bacio e quel primo bacio è stata la cosa più bella della mia vita, sembrava che ci stessimo nutrendo a vicenda. e adesso che è passato mi sento morta ma poi mi rendo conto di aver fatto qualcosa nella mia vita perché l’ho voluto, per puro amore di libertà, facendomi anche molto coraggio. e probabilmente ho vissuto qualcosa che qualcun altro non ha mai provato o non proverà mai.
—
ogni sensazione è personale!
Ciao Rossana, la tua domanda è lecita, ma la risposta non contempla retroscena di alcun genere: erano foto del diploma di una delle figlie e l’ha mandata a tutti per condividere la sua giusta soddisfazione, tutto qua.
Sul commento di Anonima, lasciami dire che, a mio parere, non credo sia un esempio attinente al discorso sull’amore che si porta avanti su questo thread. Anche tu hai parlato di esperienza e allora cosa può saperne una ragazza di 21 anni che si getta in un’avventura “ormonale” con un uomo più grande e per di più sposato? Una storia “incosciente” l’ha definita, almeno su questo ha dimostrato consapevolezza, non attribuendo alla relazione un carattere di durevolezza che già in partenza non avrebbe potuto avere.
Ciao corazza. io penso non ci sia nulla di male a vivere di palliativi, se si capisce che non si è destinati al VERO amore ( eh sì, purtroppo a sto mondo non sempre si può avere TUTTO ). La cosa importante a mio avviso è avere coscienza che appunto di palliativi si tratta. e per cui, in quanto tali, non possono essere rivestiti di quelle aspettative che solo un vero amore ( chè è fatto di condivisione e di progettualità ) può soddisfare. poi, che le emozioni e le sensazioni che ognuno di noi vive ( e non solo in ambito amoroso ) siano del tutto soggettive e personali questo lo sappiamo e non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo. Così come non c’è bisogno di ribadire che ognuno di noi non potrà mai sapere a priori come una qualsiasi storia andrà a finire. Quello che ci è dato di sapere è il COME viviamo nel mentre quella relazione ( o meglio, come ci è dato di viverla ). Ed è questo il punto centrale, secondo me..
..inoltre, sono felice di aver a suo tempo perso la verginità con un ragazzo che mi voleva bene e mi rispettava, anche se io non ero proprio presa alla follia da lui. se invece fosse accaduto con chi avevo veramente in testa in quel momento ( cioè un tipo problematico e tormentato che a stento mi rivolgeva la parola e che il giorno dopo “il fatto” non mi avrebbe più guardata in faccia ) credo che me ne sarei pentita per il resto della mia vita.
Se per palliativi intendi ripieghi, allora qualcosa di male, secondo me c’è! Ho fatto cenno, non so se qui o altrove, di una mia precedente relazione, durata ben 8 anni, ma che ho trascinato quasi “incosciamente” e che non mi ha dato nemmeno quella crescita emotiva e sentimentale che forse non mi avrebbe portato all’errore di cui mi lamento continuamente. Un caro amico mi dice che preferisce la solitudine affettiva e il solo piacere fisico alla possibilità di dolori dovuti alla rottura del rapporto, non condivido totalmente ma in qualche modo lui è felice.
(sulla tua prima esperienza “intima”, perdonami ma non ti seguo). Ciao.
credo sia utopistico pensare che CHIUNQUE possa rassegnarsi a una perenne solitudine se l’ unica alternativa è vivere storie “di ripiego”. e per “ripiego”, intendo anche il fare gli amanti o l’ accontentarsi di relazioni non impegnative con persone che non ricambiano il nostro innamoramento. fermo restando che in questi casi, una serena solitudine sarebbe senz’ altro una scelta più ammirevole da un punto di vista morale. e poi corazza noi donne non siamo come voi uomini, non ci “basta” soddisfare semplicemente le nostre istanze fisiche. se così fosse non andremmo neanche in cerca di uomini e ci basterebbe il vibratore che abbiamo nel cassetto ( io a differenza di Suzanne il mio l’ ho conservato ). Abbiamo “bisogno” di emozionarci quando andiamo con qualcuno, abbiamo bisogno di trasporre la cosa anche su di un piano emotivo. Questo poi purtroppo porta molte di noi a cadere in errore, e a scambiare per “amore” ciò che in realtà è solo un eccitante diversivo..
..La perdita della verginità è un momento molto delicato e importante per una ragazza. vivere quel momento con una persona poco sensibile e poco attenta ai nostri sentimenti, o peggio ancora in maniera “brutale”, penso sia un’ esperienza traumatica per una donna. Ecco perchè non mi sono mai pentita di quella mia scelta. questo intendevo dire.
Quando si ama bisogna credere che duri per sempre,
anche se razionalmente sappiamo che non è così.
Ma un amore “ragionato” non è vero amore, l’amore
è anche follia, fare cose folli per la persona che si ama.
Se vedessimo con distacco in quei momenti quello che stiamo facendo diremmo che è da pazzi
o infantile.
Ma se non viviamo la passione almeno all’inizio
dell’amore, allora non è amore.
Guarda che tra le cose che rimpiango, l’intesa sessuale, che era senz’altro appagante, non è al primo posto. Mi manca quella sua capacità di darmi serenità, come nessuna delle persone che mi sono vicine, familiari inclusi, riesce a fare. Il mio punto di vista è ovviamente maschile, ma se hai letto,ho parlato della mia relazione precedente proprio perché, nonostante comprendesse ovviamente anche il sesso, non mi ha dato quanto cercavo e cerco tuttora. Per questo motivo, scusami ancora, continuo a non capire la relazione tra il tuo primo “rapporto” e quanto stiamo discutendo in questi giorni. E non mi riferisco al modo in cui il partner maschile condivide quel momento, che ha senz’altro la sua importanza, come hai ben evidenziato tu, ma proprio a quanto esso possa influire sul prosieguo, visto che immagino sia per quasi tutti noi, un “evento” legato a un’età della nostra vita non così matura e che per quanto detto anche da te nel thread di quei simpatici “fuori di… -CONTINUA-
-CONTINUA- testa”, fautori delle donne vergini, non determina quasi mai, e immagino che anche tu lo pensi oggi come oggi mai, l’inizio di una storia duratura che porti al tanto agognato “amore vero”. Con simpatia, ciao!!
È sempre la nostra percezione soggettiva a fare la differenza. “Storia di ripiego” può avere significati differenti a seconda delle persone coinvolte, non esisterà mai una definizione universalmente condivisa. Per me “ripiego” significa vivere una situazione con qualcuno mentre si vorrebbe essere con un altro, oppure accontentarsi di un posticino sullo sfondo quando si vorrebbero tutte le attenzioni dell’amato per sé. Ma questa è la MIA percezione di ripiego, ciò significa che io mi sentirei infelice in simili situazioni.
Corazza,
la mia scelta d’inizio relazioni amorose non è stata quella di Anonima, nè ritengo la sua la più auspicabile.
ammiro nella testimonianza il gusto della libertà mentale e il livello di consapevolezza che ne assimilano l’esperienza a modalità maschili.
ammesso che si trattasse in effetti di un coinvolgimento essenzialmente sensuale, in gioventù come nella maturità i “trip ormonali” non sono da condannare a priori, essendo la componente spontanea basilare del rapporto di coppia.
dal mio punto di vista basta sapere, almeno a grandi linee, cosa si sta facendo, con chi, perché e con quali aspettative per il futuro.
per me, sia nel sentimento che nella sensualità, niente è perfetto, giusto o sbagliato: tutto dà e tutto toglie, in parentesi di tempo che raramente includono il “per sempre”.
se la tua ex ha continuato a condividere con te momenti di vita, questo mi sembra confermare il persistere di sentimenti di stima, cosa per niente frequente dopo una separazione.
“ne assimilano l’esperienza a modalità maschili” : Rossana, io non sono appassionato alle differenze tra mondo maschile e mondo femminile, perché non nego che vi siano, ma dal mio punto di vista sono sfumature.L’unico obiettivo di tutta l’umanità è essere felice; ribadisco che il racconto di Anonima mi lascia indifferente perché la sua è stata, mi è sembrato di capire, la prima esperienza e nella quale lei, consciamente o incosciamente poco importa, non ha riposto alcun desiderio se non quello di provare “nuove emozioni”. Io comunque non condanno nessuno per i propri comportamenti, uomini e donne che siano, e sulla impossibilità della perfezione di cui parli concordo con te. Quello che mi rammarica l’ho già detto in più di un post; che poi sia dipeso da mie incapacità, cosa che credo fermamente, rimane il mio più grande dolore. Ciao.
@ Suzanne : un “ripiego” per sua accezione ha una valenza negativa e credo l’abbia per tutti. Diverso può essere il modo di viverlo. L’amico di cui ho parlato ne ha ricavato piacere, sicuramente fisico, ma anche emozionale, solo che lui già in partenza ha affermato la sua indisponibilità a qualcosa di serio, non prendendo perciò in giro nessuno. Ciò non toglie che anche nel suo caso, come mi ha confidato, il bisogno di una vita di coppia basata su una vera condivisione, rimane un obiettivo almeno anelato. Ciao anche a te.
Corazza, intendevo dire che ciò che è ripiego per me, può non esserlo per altri e viceversa. E se è un ripiego che rende felici, chissene importa?
1 – Amorevoli sottolineature, da altra lettera,
da inserire in archivio, per il nuovo corso.
74
Oronzo – 7 giugno 2018 10:40
Peccato, secondo me un movimento neovirginale poteva nascere. Ci sono i focolarini, i neocatecumenali i lefrevreriani, perchè non gli ittogamiani come nuovo movimento morale.
75
Francesca – 7 giugno 2018 17:00
Bentornato Marescià?゚リツ?
78
rossana – 8 giugno 2018 7:45
Francesca,
sei stupefacente nella capacità di analizzare le modalità e i concetti espressi da particolari utenti!
79
Golem – 8 giugno 2018 10:41
“Stupefacente,. Le note iperboli adulatorie. Davvero difficile resistere a queste dichiarazioni “ipertricotiche”
continua
segue
81
Francesca – 8 giugno 2018 14:28
Ciao Rossana,
Grazie ma tutto molto banale: comportamenti + scontati ne ho visti raramente,quindi nulla di stupefacente.
Semmai stupefacente il candore e l’ingenuità di certi utenti, quasi come bambini che si credono furbissimi per poi essere trovati con le dita nella marmellata, na tenerezza!
Fuori come dei balconi certi utenti! che siano sotto effetti di…stupefacenti?
82
Francesca – 8 giugno 2018 14:33
Però dai questo ADDIO è durato ben 4 giorni?゚リツ
84
rossana – 8 giugno 2018 15:27
il commento n. 78 era rivolto a Francesca (brava più di quanto potessi immaginare come profiler), e NON a Golem/Oronzo, che farebbe meglio a farsi i fatti suoi… tanto per cambiare…
Altre amorevoli, quanto gratuite, sottolineature, da inserire in archivio.
Nello stesso giorno, da due lettere diverse, sull’aggettivo già stigmatizzato TRE giorni fa:
12
Golem – 11 giugno 2018 10:50
?゚リトEsther, devo dirlo, sei stata stupefacente con quella risposta. LaD ora sì che è in ottime mani. Come dice il Professore, con una come te si possono immaginare belle “scintille” d’ora in poi. Continua così neh, mi raccomando. Ciavo.
4277
Golem – 11 giugno 2018 14:21
Casalpusterlengo. Così si scrive.
Esther, grazie a una stupefacente “concessione retorica”, quello rivolto a te sembra un complimento, ma è un avvertimento.
Regolati.
—
nessun particolare commento. il tratto persecutorio ossessivo si delinea da sè…
E va bene, non lo si utilizzerà più per evitare di urtare le senbilità. Peccato però. A me piace, dipende da come lo si usa.
Amori
“mia – 2012
Io ho 22 anni, sono giovane e ho avuto una storia durata circa 2 anni. Ero innamoratissima di lui…. credevo che niente e nessuno ci avrebbe mai potuto separare. Quando poi mi ha lasciata, pensavo che non mi sarei innamorata mai più, di nessuno. Poi un giorno di gennaio, ho incontrato gli occhi più belli, dell’ uomo più bello che avessi mai visto. Bada bene: non è Brad Pitt. Ma per me è perfetto. Lui è di 10 anni piu grande di me, quindi non frequentiamo le stesse compagnie, abbiamo interessi diversi… e a dir la verità lo vedo massimo 5 volte all’anno. Ma da quel giorno non l’ho piu dimenticato! Solo uno sguardo, un sorriso e mi è entrato nel cuore! Ci scambiamo poche parole, ci salutiamo con una stretta di mano… quando ci vediamo lui mi fissa e io muoio d’imbarazzo. È molto affascinante. Non so se esista il colpo di fulmine o robe così… so solo che a distanza di 2 anni dal nostro primo incontro, non faccio altro che pensarlo! E non vedo l’ora (…) di rivederlo”.
poveri noi…
Rossana, voglio credere che la tua intestazione al commento “Amori” avesse un intento ironico, perchè il racconto di questa “mia” è a dir poco folle. Più che di una 22nne sembrava lo scritto sul diario di winnie the pooh di una 12nne!!!
Corazza,
soprattutto in amore a ME piace spaziare… in quanto lo ritengo possibile in tutte le salse, in tutte le intensità e durate, a tutte le età. di quel testo mi è piaciuta la freschezza, l’ingenuità e il senso d’attesa, che mi hanno ricordato i primi tentativi di orientamento di coppia.
l’ho assimilato in qualche aspetto all’ “amore” segreto e nascosto di donne molto più mature (come una che di recente si è affacciata qui), che hanno bisogno, in determinati momenti della loro routinaria quotidianità, di spazi di immaginazione e di sognante evasione, non molto diversi da quelli di un’adolescente.
ovvio che non si tratta di amori forti o profondi, ma sempre di inclinazioni sentimentali si tratta… e, a mio avviso, le donne preferiscono emozioni soggettive, magari temporanee, incorporee e fittizie, alla pressante oggettiva fisicità dei desideri maschili…
Altri apprezzabili apprezzamenti di cui tener conto:
48
Golem – 19 giugno 2018 12:53
(…) Come vedi c’è chi fa finta di prendere sul serio tutto, con la giustificazione che le idee vanno rispettate, ma cosa ne sortisce da un’interazione del genere? Nulla, se non “aerea” e rassicurante “netiquette” senza consistenza, che non crea nessuna base dialetticamente critica che sia utile a rapportarsi nel dialogo a parametri attuali, reali o comunque oggettivi, ma spesso non solo soggettivi ma persino paranoici. Quel bon ton di circostanza è un po’ come il diffusore di profumo che si mette nelle prese elettriche di casa dopo aver cotto i cavoli. (…)
—
farsi, invece, i cavoli propri una buona volta NO, eh! non riesco a decidere se il tutta questa attenzione sia più lusinghiera, più divertente o più penosa, alla faccia della “netiquette”!
Più lusinghienosa.
Rossana, io al contrario credo che ad ogni termine corrisponda un solo significato, ed è per questo che l’esperienza di “mia” può ricadere al massimo, come hai detto anche tu, nelle “inclinazioni sentimentali”. Che poi non ci si aspetti un simile comportamento da una ragazza, ormai donna, di 22 anni, è ovviamente un MIO modo di intendere una relazione che si possa definire davvero tale. Ed anche la “pressante oggettività fisica dei desideri maschili” non può essere la discriminante tra un coinvolgimento “amoroso” e una semplice attrazione appunto fisica, vista la chiara differenza tra le due situazioni. Un saluto,ciao.
Corazza,
grazie per le osservazioni, che ricadono in un proficuo e garbato confronto.
saluto ricambiato.
Da ” Amici di LaD ( o quasi ) : di tutto e di più… – “se mi fa piacere amare chi non mi ama, perchè mi devo privare di farlo?”. Ecco, amare, pur se con sofferenza, chi non ci ama lo comprendo e lo rispetto, avere piacere nell’amare chi non ci ama mi sa tanto di masochistico.
“Ecco, amare, pur se con sofferenza, chi non ci ama lo comprendo e lo rispetto, avere piacere nell’amare chi non ci ama mi sa tanto di masochistico.”
Di fatto è masochistico in entrambi i casi. Tutto ciò che produce sofferenza -che tuttavia si potrebbe evitare ma nonostante questo si cerca comunque- ha aspetti nevrotici di natura masochistica.
Non dimentichiamo che il ruolo di “vittima sofferente” attrae per i “sottoprodotti” emotivi che produce. Crea solidarietà, compassione e simpatie che compensano molto bene il ruolo di “rifiutato”, e non è un ritorno da poco per chi ha bisogno di attenzioni.
Non credo sia il caso di sottolineare il fatto che “amare” chi non ci vuole -o addirittura ignora la nostra esistenza- palesa grossi problemi di maturazione emotiva, e di permanenza nel solo ambito onirico dell’idea del rapporto amoroso.
Istintivamente pensiamo all’amore come la “culla del bello”, quando spesso è un armadio pieno di nevrosi “da lavare” che neppure si sa di avere.
Corazza,
secondo me, non si può escludere che in alcuni rapporti amorosi possano esserci componenti masochistiche od ossessive. chi è capace di analizzare dettagliatamente un suo sentimento o la sua indole? chi riesce a cambiarli di punto in bianco, a seguito della comparsa di una possibilità d’amore?
il “se mi fa piacere” riportato, espresso in modo troppo positivo, era però da intendersi “se mi sento in equilibrio emotivo”, con quel che ne consegue, per lo meno fino a quando, com’è logico che sia, amare qualcuno non arrechi più sofferenza che gioia.
tale attitudine mi è stata confermata dalla storia di 7 anni di un uomo abbastanza maturo, che l’aveva allontanato da decennale compagna, casa, lavoro, parenti e amici, per andare a consumare i suoi risparmi in una regione lontana, nell’intento d’incontrare ogni tanto, casualmente, la donna che l’aveva lasciato.
accade di rado di amare a lungo, senza essere ricambiati, ma accade… nel caso di cui sopra in modo abbastanza sereno e nemmeno troppo pervaso da grandi speranze…
Altre graditissime attenzioni da annotare:
38
rossana – 20 giugno 2018 11:28
MEL,
mi dispiace di non poter accogliere la tua richiesta d’interscambio in privato. un po’ per cattive esperienze precedenti, un po’ per porre a me stessa limiti di attenzione, che, se troppo dilatati, poi non riesco a soddisfare in modo adeguato.
secondo me, se davvero lo vuoi, ce la puoi fare anche da sola. basta che tu rifletta seriamente su di te e sul tuo coinvolgimento emotivo e su di lui, che ne ha dimostrato poco o niente.
fatti animo, e reagisci!
39
Golem – 20 giugno 2018 15:03
Fossi stata Melo ti sarebbe andata meglio. Sicuro.
—
certo che sì, se l’afferma chi è del tutto INCAPACE di farsi i fattacci suoi (oltre a definire le passate vicende amorose della moglie), è ovvio che non si possa che dargli fiducia!
lui sa sempre con assoluta sicurezza cosa m’induce ad accettare un interscambio privato con Piccola e a rifiutarne un altro con MEL…
il pettegolezzo è perdita di tempo ma la malevolenza spesso fa capo a invidiosi incancreniti livori.
O a sorprendenti scoperte.
Ma quali attenzioni? Golem si è solo difeso dalle tue solite ( velate ) insinuazioni. Mamma mia la tua acredine è come l’ universo: infinita.
Golem:“Non credo sia il caso di sottolineare il fatto che “amare” chi non ci vuole -o addirittura ignora la nostra esistenza- palesa grossi problemi di maturazione emotiva, e di permanenza nel solo ambito onirico dell’idea del rapporto amoroso.
Istintivamente pensiamo all’amore come la “culla del bello”, quando spesso è un armadio pieno di nevrosi “…
Mmmmhh mmh..Dipende dal tipo di amore e da che tipo di aspettative si hanno. Si tratterà di “scarsa maturazione emotiva” o di “attitudine alla autocompensazione creativa”?
Quel che importa è l’effetto: se l’”amore” non vissuto produce sofferenza, è indice di masochismo, se invece e’ “ideato” in modo giocoso e leggero può aiutare a riequilibrare o a canalizzare in modo controllato certi istinti (o nevrosi).
Stasera mi sento leggera. Ero fuori in compagnia e durante la serata ho per caso incontrato D. C’era molta gente. Io non avevo nessuna pretesa di farmi notare da lui o di risultargli simpatica, ma volevo “interagire” con lui. A dir la verità quando l’ho visto l’ho seguito un po’ perché avrei voluto salutarlo subito, ma non volevo sembrare “costruita” . Sono stata vicino a lui, facendo finta di non averlo visto per circa dieci minuti, a 30cm di distanza, chiacchierando con altre persone. Mi bastava la sua presenza, sentirlo un po’ vicino. Per la mia fantasia era più sufficiente così, la sensazione era piacevole,bellissima.Alla fine ho deciso di salutarlo e mi sono fermata per scambiare due parole con lui ed i suoi amici: volutamente gli ho espresso degli apprezzamenti, ma credo celati, a mio modo. Lui parlava con me e con altre nello stesso modo gentile, ma io ero felice così. Poi ho deciso di tornare a casa, lui mi ha salutato con gentilezza e sorridendo e io sono uscita così…leggera,con le mie ali. Dici che è una nevrosi?
No Agua, non lo è, perché tu hai CHIARA la tua condizione, conosci le ragioni che ti portano a fantasticare intorno a quegli uomini, e i motivi che li muovono. Tu stai “giocando” sapendo di farlo, cosa molto diversa da chi si strugge dietro un “ologramma” credendoci veramente. Certamente a questa situazione adolescenziale concorre la tua relativa mancanza di “conoscenza biblica” plurima, che ti aiuterebbe a “secolarizzare” facilmente certe istanze di natura eminentemente fisica declinate in termini romantico idealistico, ma la CONSAPEVOLEZZA del tuo stato cambia drasticamente la tua posizione rispetto a chi si abboffa di “Baci Perugina” credendo a quello che legge nei bigliettini che ci trova dentro.
Per essere più chiaro, è il “passaggio” che fece l’inglesina quando “aprì” gli occhi su quella sua famosa illusione lusitana. Solo che in quel caso l’aver realizzato che anche il suo era un inconsapevole gioco masturbatorio mentale le ha fatto perdere l’interesse per lo stesso.
Mi “ho” spiegato? Ciaocià Accadueo.
Acqua,
“Mmmmhh mmh..Dipende dal tipo di amore e da che tipo di aspettative si hanno. Si tratterà di “scarsa maturazione emotiva” o di “attitudine alla autocompensazione creativa”?
Quel che importa è l’effetto: se l’”amore” non vissuto produce sofferenza, è indice di masochismo, se invece e’ “ideato” in modo giocoso e leggero può aiutare a riequilibrare o a canalizzare in modo controllato certi istinti (o nevrosi).”
concordo. anche per me, il tipo di “amore” dipende dal tipo di persona e dalla sua maturità emotiva, dalla situazione e dall’età in cui si trova, dalle occasioni d’incontro che gli si presentano e, soprattutto, dalle aspettative che pone in quel sentimento.
fermo restando che l’amore si sfrangia in un’infinità di versioni e che, se è difficile giudicare fatti, è quasi impossibile, in particolare dall’esterno, classificare i vari tipi d’amore, nella loro intensità e tendenza.
si può valutare una situazione, molto meno un sentimento.
Come dire che ognuno ad ogni moto che preveda una “agitazione” emotivo-ormonale gli dà la valenza che preferisce in quel momento, e che perciò diventa assoluta; quindi che c.... ne discutiamo a ffà?
È un po’ come dire che ogni scarrafone è bello a mamma sua, ‘nzomma.
Resta purtroppo il fatto che se lo scarrafone è tale, tale resta, e se quell’ammore è un’illusione, illusione resta. Imparagonabile, anche solo concettualmente, a un amore che è stato voluto, costruito e che resta vivo e curioso dopo decenni.
Certo, è comprensibile che chi non ha altro a cui aggrapparsi non può che rivolgersi che a una certa convinzione, per la quale anche un “ologramma” può essere un grande ammore.
In questo senso io ho avuto e ho un amore sconfinato per “la” Sharon Stone, che mi ha fatto nascere desideri indicibili, ma nella sostanza non diversi da quella ormai famosa tipa che è cotta del Muro di Berlino. In fondo, come dice “la saggia”, è l’effetto che conta no? Anche se arriva da un “manufatto” sempre amore è. Eccheccazzo.
Riporto un altro stralcio da “Amici di LaD ( o quasi ) : di tutto e di più… “ (prometto che è l’ultimo, visto che nel leggere i commenti di questo thread ho capito che il tema principale era la guerra intestina tra utenti, e che se li hanno chiusi ( i commenti ), il motivo non credo fosse l’esaurimento dei contributi): “Per me un amore non corrisposto non è inutile in senso assoluto. Diventa inutile se poi non riusciremo mai a riconoscerlo per quello che realmente è stato”. Questo è quanto intendevo sul comprendere e rispettare da un lato e ritenere masochistico ( e aggiungo vacuo) dall’altro nel mio post precedente e non condivido perciò giudizi aprioristici sulla validità di un sentimento amoroso nelle sue fasi iniziali e nemmeno definire una “speranza” già un fallimento. -CONTINUA-
-CONTINUA- Il mio “pur se con sofferenza” non presuppone la vocazione al martirio, ma semplicemente le difficoltà, che almeno alcuni (o tanti, non lo so) di noi possono incontrare nel comprendere se la semplice conoscenza di un uomo/donna possa tramutarsi in una condivisione di sentimenti e poi (forse, anche sperandolo, perché no) nella nascita di un amore. E’ per questo che il racconto di “mia” (Rossana, è solo il mio punto di vista, lo ribadisco, a scanso di equivoci, non ho alcun interesse a “denigrare” le tue idee) l’ho trovato folle, così come, magari anche per una mia visione utilitaristica delle cose della vita, non trovo alcun senso nel favoleggiare rapporti solo perché si ha un “equilibrio emotivo” che tanto equilibrato non mi sembra, per quanto piacere (effimero) possa dare in brevi attimi della nostra esistenza.
Golem, posso stare tranquilla, allora, di non avere gravi nevrosi,essendo molto saggia e pienamente consapevole delle mie azioni e delle radici delle mie divagazioni mentali. Sono anche convinta che queste mie fantasie mi servano a dissipare in modo innocuo e controllato certe mie “correnti” interne che altrimenti sfocerebbero in modo impetuoso ed intenso con effetti destabilizzanti, se non devastanti. Ieri sera ad esempio mi sono fatta dare da lui un cubetto di ghiaccio dal suo bicchiere, solo assaporare un minimo contatto e questo mi e’ bastato, non potendo avere/pretendere altro. E’ come per un bambino, entrare in un negozio di giocattoli e poterli solo guardare con occhi che brillano, al limite sfiorare, senza tuttavia poterli provare o comprare. Solo che il bambino quando esce dal negozio spesso fa i capricci e piange, mentre io no: sorrido e mi accontento di un dolce ricordo che poi manipolo a mio piacimento. Chissa’se certi uomini sono consapevoli di essere oggetto di tali fantasticherie.
Rossana, grazie per la condivisione. Concordo che l’ amore abbia molteplici forme e manifestazioni non definibili in modo semplice ed omnicomprenesivo. L’innamoramento “vero” viene vissuto spesso con sofferenza, o meglio, passione struggente, in quanto l’obbiettivo primario ed urgente e’ la conferma concreta di questo sentimento da parte dell’altro/a e quindi la sua realizzazione ed auspicata graduale trasformazione in un sentimento “consapevole” e stabile nel tempo.In altre situazioni l’innamoramento puo’ essere vissuto come trasgressione, diversivo o semplicemente piacevole stimolazione mentale. Si tratta di altre forme che non hanno come obbiettivo concreto “la conquista”dell’altra persona e la condivisione del sentimento , ma che servono per altri fini, attinenti al proprio equilibrio interiore o benessere del proprio ego (e quindi piu’ meno ego-istici con un significato non del tutti negativo del termine)
Non puoi stare tranquilla per niente Aguardiente. Puoi esserlo per la “nevrosi” perchè sei critica di quanto ti accade, ma non ti mette al sicuro da niente se quella sicurezza la assimili alla “fedeltà” fisica; mentre “l’altra” è già stata violata, sia pure col concorso più o meno volontario di tuo marito.
Di fatto il tuo “corpo” (inteso in senso fisiologico, non meramente fisico) è trattenuto solo dalle contingenze legate alla non corrispondenza del maschio, se questo però ti desse un’opportunità tu cederesti, e lo sai, perchè la tua curiosità è troppa per rinunciarvi. Hai troppo ricamato intorno a “fascini” maschili che in realtà esistono molto ma molto raramente rispetto a come si immaginano quando si è nelle tue condizioni. E’ “l’assenza”, il mistero, che corroborano ulteriormente il desiderio. Questi sono fattori sempre presenti in donne come te o Sally, con una sensibilità che “vira” il desiderio sessuale in romanticismo amoroso.>>>
>>> Tu sai come la penso al riguardo e non voglio più ripetermi, ma queste emozioni c’entrano con l’amore (anche nelle sfumature) come un film rispetto alla realtà, o meglio, come il miraggio dell’oasi che vede l’assetato che sta attraversando il “deserto” che in realtà non esiste, e “immagina” una bevuta e un “bagno” ristoratore che non avrà mai per come lo “vede”.
Ovviamente ognuno si attacca dove può per farsi una ragione che dia un senso concreto a un’aspirazione com’è quella di aver vissuto un amore, ma come dicevo nel mio post precedente, chi ha vissuto di illusioni solo a quelle può rivolgersi per dare un senso a certe istanze, ma la realtà è un’altra. Si è vissuto un sogno, che paradossalmente se realizzato quasi mai darà le stesse soddisfazioni immaginate.
Questo spiega le sicurezze di certe teoriche riguardo alle tante sfumature dell’amore. Se si è vissuta solo la fase onirica, anche nel concreto, tutto è ammore. Vivendo quello vero quelle non esistono più. È tutt’altra cosa, believe me.
Ho paura delle armi psicotroniche satellitari a energia diretta, anche voi avete un po paura?
Golem, quello che dici su di me è solo parzialmente vero. Non è vero che Il mio corpo sia trattenuto dalle contingenze legate alla non corrispondenza del maschio, ma ti assicuro che invece e’ controllato dalla mia volontà: io non creo MAI reali opportunità e interpongo volutamente degli ostacoli per NON verificare se la corrispondenza esiste o meno. Butto l’esca perché mi piace lanciare lontano il filo, ma la ritiro subito su col mulinello prima che il pesce la veda.
E’ vero, invece, che ciò che spinge il desiderio è l’”assenza”, l’attesa. E’ come camminare in equilibrio sul parapetto di un ponte, intravedere cosa c’è giù, ma senza sporgersi, per non rischiare. Arrivare al limite dell’orgasmo, ma solo al limite. A me non interessa buttarmi giù e sai perché? Perché io l’amore vero so già cos’e’, così come l’orgasmo per me non è un mistero. Io amo mio marito e non ho bisogno di cercare in altri amore o sesso. Quello che cerco sono altre emozioni, sensazioni che mi fanno star bene senza creare danni a nessuno.
Se ieri sera avessi voluto veramente soddisfare la mia curiosità (sessuale?) mi sarei messa quel vestitino che so io e mi sarei intrattenuta con D. per un altro po’. Non mi sarei limitata a fargli apprezzamenti enigmatici e non avrei rifiutato il cocktail che mi aveva offerto. Avrei investito tutte le mie energie per trovare il modo di stare sola con lui. Invece sul più bello ho deciso di tornarmene a casa salutandolo nello stesso modo con cui ho salutato gli altri. E il motivo è che mi bastava così. Oltre sarebbe stato troppo. Lo so che è come giocare col fuoco, ma adesso sono sicura di conoscere il mio limite. Con M. e’ stato lo stesso: se avessi voluto veramente provarci non avrei invitato anche marito e figli alla festa. Potevo andare da sola con la mia amica e sarebbe stato tutto più “probabile”. Ammetto che il giorno successivo ho perso il controllo quando l’ho chiamato, ma è stato un momento di debolezza perché ancora non conoscevo il mio limite ed ero in fibrillazione. Ora mi conosco.
E’ interessante notare che le donne che si perdono in queste fantasie sono quasi sempre quelle che hanno scarsa o nulla esperienza sessuale, donne che magari come Acqua hanno avuto un solo uomo in tutta la vita e che hanno poca famigliarità con la sperimentazione di se stesse e della vita. La donna deve liberarsi dalle catene del concetto di “innocenza”, c’è poco da fare. Finchè le donne non riusciranno a fare questo salto e a svincolarsi dai retaggi maschilisti e moralisti, saranno sempre in balìa di meccanismi emotivi adolescenziali e faranno sempre fatica a distinguere l’ amore vero da quello solo immaginato.
Ciao Acqua, se leggi il mio post noterai che ho parlato di reazioni fisiologiche e non solo fisiche. Nelle prime è coinvolta anche la parte psichica, con tutte le componenti etico-morali-educative che queste contengono e che agiscono in maniera inibitoria nei confronti di quelle scelte che coinvolgono la sfera morale; ma sono cose che sai bene.
Tu stai mettendo “sul mercato” la tua femminilità, la capacità di sentirsi desiderate, e quindi il tuo valore come donna che, comprensibilmente, riguarda il livello della tua autostima. Ma tutto questo è sesso. Che si compia l’atto o meno in questo momento il tuo “Sè” di femmina e di donna is available.
Niente di nuovo sotto il sole, sono “bisogni” che abbiamo tutti bene o male, ma non chiamiamolo amore se si può, neppure visto nelle sfumature minime di intensità come chi gioca con i termini ama definire. Il tuo è un gioco di ruolo sessuale, il gusto del flirt che prelude al buon vecchio sesso, non amore.
Sto imbiancando. Ciao.
Acqua,
per ME, a torto o ragione, il tuo caso è lontano da quello di Sally come il giorno e la notte. paragonabili SOLO per indole!
Sally, giovane ballerina in giro per il mondo, aveva decine di uomini ai suoi piedi. ha provato a lasciare il portoghese per unirsi ad altri DUE, più promettenti, sia fisicamente che economicamente, senza riuscirvi.
tu, correggimi se sbaglio, hai avuto un solo uomo, hai un’annosa routine famigliare, al momento parecchio pesante, e, di recente, difficoltà di dialogo serio con tuo marito.
in Sally sembrava prevalere il ricordo di un amore, e forse il rimpianto di anni giovanili. in te, a mio avviso, sta prevalendo una necessità d’equilibrio fra la realtà, che riconosci VALIDA, e il bisogno di qualcosa in più, che un tempo, forse, c’era e che ora sembra annichilito, magari solo dall’usura del tempo.
ognuno è un mondo, che fa quadrare al meglio, a modo suo. impossibile valutare i sentimenti altrui, essendo già difficile farlo con i propri.