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LAD
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Se questo non sarà recepito dall’Occidente il rischio per una guerra nucleare sarà sempre maggiore.
Vogliamo veramente questo?
Devo essere sincero Trad, nonostante la mia nota misantropia non avrei immaginato tutta questa desione a Putin. E’ chiaro che c’è un meccanismo di psicologia di massa che è stato attivato dalla famosa propaganda che è stato innescato più o meno volontariamente, che, non a caso coinvolge anche i novax, che in grande percentuale sono anche putiniani. Riconosco che al di là della solita, infantile reazione al “Main Stream” non riesco a trovare altre ragioni se non l’ignoranza. Perchè ripeto francamente, opporsi a un regime ritenuto oppressivo e illiberale, proponendone come esempio uno peggiore, mi fa pensare alla prevalenza dei cretini. Che sono tanti, tantissimi, ma non nei termini che sembrano apparire, e mi torna in mente l’adesione ai fascismo italiani e tedeschi, ma almeno quei disgraziati non avevano esempi storici a cui rifarsi, i nostri “Putin boys” li avrebbero ma evidentemente li ignorano. E quindi ritorniamo alla madre di tutti i mali, da cui deriva il termine di quella troppo abbondante condizione. Amen.
La questione è complessa Marc, perché siamo governati da psicopatici che non hanno a cuore il bene comune ma esclusivamente i loro interessi, e godono nel vedere la gente normale soffrire. Credo che arrivati a questo punto, si può evitare il peggio solo mettendosi a un tavolo per una trattativa di pace, riaggiustando il tiro e trovando un accordo con la Russia. Cioè in poche parole adottando il buon senso. Diversamente le conseguenze possono essere imprevedibili, ma non per causa di Putin perché non è lui a volere la guerra. Lo scontro lo vogliono la Nato e l’elite finanziaria globalista che detiene le redini del mondo occidentale e si serve di governi fantoccio per portare a compimento i propri sporchi piani. Sono costoro che non tollerano di cedere. E a differenza di quello che dice quel fenomeno di Trader, un conflitto nucleare è infinitamente più grave di un tradizionale conflitto a fuoco, per le devastanti conseguenze che porterebbe con se.
…con sé, con l’accento sulla e…
MG sono perfettamente d’accordo con te siamo governati da psicopatici con poco senso della realtà e con deliri di onnipotenza. Sono sicuro che qualcuno di loro è ancora convinto che si potrebbe sconfiggere la Russia. Fino ad ora di buon senso ne ho visto poco purtroppo, altrimenti non saremmo mai arrivati a questo punto. Anche se non mi piace abbiamo Trump che forse potrebbe fare qualcosa. Ma non ho la più pallida idea di come possa concludersi una trattativa di pace tra Russia e Ucraina è solo da sperare che nostri governanti europei rinsaviscono.
L’idolatria per l’uomo duro, che sa proteggere il proprio popolo, il vero hommeno tutto d’un pezzo non è certo una novità riservata a Putin e Maria Grazia purtroppo non è la sola a rappresentarla. Anche Mussolini suscitava questi sentimenti di fascinazione, un po’come la donna che si sceglie il neanderthaliano come partner e poi si lamenta se la trascina per i capelli dentro la caverna.
Problema piú serio e complesso invece è il riarmo europeo: come verrà organizzato un esercito comune se un vero soggetto politico non esiste? Chi prenderà le decisioni vista l’immensa differenza di interessi economico-politici all’interno dell’Europa? Che conseguenze avrà questo debito sul welfare e sul benessere dei cittadini di Paesi già stra indebitati? Anche parecchi storici e geopolitici solo a dir poco scettici su questo punto (Caracciolo, Fabbri e Barbero in primis).
La Russia potrebbe anche avere mire espansionistiche ma deve poi fare i conti con i suoi scarsi mezzi, i problemi interni…
Suzy, dal tuo dilemma non se ne esce, perchè è vero che nessuno vorrebbe buttare soldi per niente con le armi, ma è pure vero che da Caino e Abele in poi la gente si fa la guerra e si ammazza con facilità.
Insomma, per farla breve e banalizzando il tutto, è un po’ come scoprire che nel quartiere girano i ladri e sono già entrati in casa di qualcuno, e per questo decidere se mettere o meno “l’antifurto”.
Io non aspetterei di pentirmi di non averlo messo.
Detto ciò, sono proprio i problemi interni che spingono i Paesi a cercare soluzioni “fuori”. La Germania uscita a pezzi dalla Prima Guerra Mondiale, era alle pezze economicamente, ma si é coalizzata intorno a Hitler per il riscatto, e cercava territori da depredare, non ha puntato all’economia interna ovviamente. A chi vendeva cosa? La Russia è messa più o meno allo stesso modo di quella Germania degli anni 20/30: alta inflazione, un rublo che non ha nessun peso nel mercato valutario del Primo Mondo e non solo, e con la sola economia di guerra in funzione》
》Nonostante i filoputiniani si riempiano la bocca dei gesti del loro idolo, Putin, quando ha preso in mano il cadavere dell’URSS, non poteva che risollevare le sorti per quanto fosse disastrata l’economia. Ma per quanto si sia sforzato -come ho detto mille volte ormai- non è riuscito a produrre più beni e servizi (cioè il PIL) superiori a quelli degli spagnoli, che sono 100 milioni meno dei russi. Nè mai ci riuscirà, perchè ha una struttura industriale insignificante per i beni di consumo, mentre è di primo livello per quella delle armi.
Ma chi casso si compra un Sukoy o un T34 ogni giorno? E il gas, a chi lo sta vendendo, quando sino a tre anni fa incassata un miliardo di dollari al giorni con quello e oggi non più?
Ecco perché la Russia è pericolosa, perché nonostante la propaganda diffonda notizie opposte, la crisi economica russa c’é e come, e al momento la rapina dei territori del Donbass non ha ancora,reso niente, ammesso lo faccia.
Morale, l’orso satollo non attacca nessuno: dorme. Ma aspetta che abbia “fame” e vedrai come si sveglia.
Ragazzi, mettiamo le cose in chiaro. Io non sono minimamente favorevole o simpatizzante nei confronti di Putin, ritengo che sia un dittatore che ha compresso la libertà nel proprio Paese e che la democrazia non sa nemmeno dove sta di casa. Preciso però che egli non è l’unico personaggio di questo genere nel mondo e se dovessimo eliminarli tutti, saremmo, sì, in guerra con non si sa quanti Paesi. Purtuttavia ritengo che il paragone con Hitler non regga, perché a differenza di Adolfo, che si notava lontano un miglio che era un folle, Vladimiro si presenta come freddo e razionale (il che non vuol dire migliore, ci mancherebbe, ma comunque diverso). Hitler ha scatenato la seconda guerra mondiale appena 6 anni dopo essere andato al potere, mentre Putin vi è rimasto per 25 anni, con la tolleranza, se non addirittura l’appoggio, di non pochi politici di rilievo (qualcuno anche da noi). Pace, ovviamente, non vuol dire lasciargli fare quello che vuole.
Vi saranno cose su cui cedere e cose che dovranno essergli imposte (con una buona supervisione a livello internazionale), ma non si può, realisticamente, pensare di sconfiggerlo e annientarlo per via militare. Quanto poi all’eventualità di conflitti nucleari o comunque con armi moderne, di tipo biologico o informatico, ribadisco che la differenza con le guerre più antiche non è solo di tipo quantitativo (quanti morti in più), ma di tipo qualitativo (interi Paesi distrutti e resi inabitabili per i decenni a venire, con buona pace, ad esempio, dell’ecologia, che si ha giustamente a cuore). Quindi bisogna, non so come, ma bisogna farlo, riprendere il controllo della situazione finché si è in tempo. O non ci saranno più né vinti, né vincitori. Ciò che si dovesse eventualmente fare di ingiusto oggi, potrà essere rimediato domani, ma da una distruzione integrale non si tornerà indietro più. E non datemi del putiniano, perché sul suo conto mi sembra di essermi espresso con chiarezza.